Tutela volontaria dei minori stranieri non accompagnati: conclusa l’indagine nei territori

Coinvolti 136 rappresentanti di istituzioni, giustizia minorile, servizi sociali, Terzo settore e organizzazioni di tutori volontari in otto territori italiani.

Si è concluso il ciclo di incontri territoriali realizzato nell’ambito del progetto FAMI “Monitoraggio della tutela volontaria per minori stranieri non accompagnati in attuazione dell’art. 11, legge n.47/2017”, promosso dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia). L’iniziativa ha avuto l’obiettivo di approfondire lo stato di attuazione della Legge 47/2017 e di analizzare l’evoluzione delle prassi locali di tutela e accoglienza dei minori stranieri non accompagnati nei diversi contesti territoriali.

L’indagine è stata condotta dall’Istituto Psicoanalitico per le Ricerche Sociali (IPRS E.T.S.), responsabile scientifico della ricerca, in partenariato con la Fondazione Don Calabria per il Sociale E.T.S. e il Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti (CNCA).

L’attività di ricerca ha coinvolto otto territori rappresentativi del panorama nazionale, con l’obiettivo di analizzare come i diversi sistemi locali abbiano recepito e implementato le innovazioni introdotte dalla Legge 47/2017, in particolare l’istituzione della figura del tutore volontario prevista dall’articolo 11 della normativa.

Per cogliere la complessità e l’eterogeneità dei contesti territoriali, la ricerca si è sviluppata attraverso tavoli di confronto dedicati, che hanno consentito di approfondire ciascun territorio come caso studio. L’analisi ha riguardato i diversi ambiti della tutela, compresi quelli che si attivano nei percorsi che coinvolgono minori stranieri non accompagnati inseriti nel circuito della giustizia minorile.

Complessivamente hanno partecipato ai tavoli territoriali 136 rappresentanti istituzionali e del privato sociale, provenienti da:

  • Tribunali per i minorenni;
  • Garanti regionali per l’infanzia e l’adolescenza;
  • Servizi sociali;
  • Enti del Terzo settore;
  • Servizi della giustizia minorile, sia dell’area penale interna (IPM – Istituti Penali per i Minorenni) sia dell’area penale esterna (USSM – Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni);
  • Organizzazioni territoriali di tutori volontari.

 

L’approccio multi-agenzia adottato dalla ricerca è stato ulteriormente rafforzato dalla collaborazione avviata tra l’Agia e il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, contribuendo ad ampliare il quadro conoscitivo e a favorire il dialogo tra i diversi soggetti coinvolti nella presa in carico dei minori.

Gli incontri si sono svolti tra la fine del 2025 e la primavera del 2026 a Verona, Salerno, Catanzaro, Crotone, Torino, Napoli, Roma e Potenza, territori caratterizzati da assetti organizzativi e istituzionali differenti. L’analisi comparata ha evidenziato la presenza di modelli di governance diversificati: contesti sostenuti da una forte regia istituzionale, esperienze in cui il volontariato e la cittadinanza attiva rappresentano il principale motore di sviluppo della tutela volontaria, realtà caratterizzate da una maggiore integrazione con il sistema della giustizia minorile e territori chiamati a gestire numeri particolarmente elevati di minori presi in carico.

Le differenze riscontrate non rappresentano modelli alternativi tra loro, ma testimoniano la pluralità delle modalità con cui i territori hanno dato concreta attuazione alla tutela volontaria, adattando strumenti e organizzazione alle proprie specificità.

Con la conclusione degli incontri territoriali, l’IPRS E.T.S. ha avviato la fase di elaborazione dei dati raccolti e di redazione dei report finali. I documenti consentiranno di valorizzare le pratiche già consolidate, individuare le esperienze innovative e mettere in evidenza le aree che richiedono ulteriori interventi di sviluppo e supporto.

I risultati della ricerca offriranno elementi utili per rafforzare e qualificare il sistema della tutela volontaria a livello nazionale, favorendo una maggiore omogeneità dei percorsi di accompagnamento e protezione dei minori stranieri non accompagnati.

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, l’IPRS E.T.S., la Fondazione Don Calabria per il Sociale E.T.S. e CNCA ringraziano tutti i referenti territoriali e le professionalità coinvolte che hanno contribuito alla realizzazione dei tavoli di lavoro, mettendo a disposizione competenze, esperienze e punti di vista indispensabili per la comprensione e il miglioramento del sistema di tutela.

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